Si usa abitualmente il termine di ascensore
anziani per parlare delle piattaforme elevatrici, aperte o chiuse che
siano, oppure degli ascensori tradizionali, più elaborati, grandi e più veloci.
Tra gli abbattitori di barriere architettoniche è di gran lunga il più versatile, sicuro e veloce, anche se a questi pregi fa da
contraltare il prezzo, sensibilmente più alto di quello di un montascale,
elemento che, soprattutto in assenza di utilizzatori che possano beneficiare
dei contributi regionali, ne limita la diffusione a situazioni residenziali
complesse, con un certo numero di piani e più utilizzatori che ne condividano
l’uso.
Perché è più versatile
A differenza di un impianto a poltroncina, difficilmente
utilizzabile da una persona su sedia a rotelle, la piattaforma può trasportare indifferentemente passeggeri con qualche
difficoltà motoria, con carrozzina e può essere utilizzato anche da persone pienamente abili, ma, ad esempio, alle prese con le casse
di acqua minerale da portare al terzo piano.
Perché è più sicuro
Il passeggero può salire in completa sicurezza dentro una cabina aperta (fino a 3 metri di
altezza), o totalmente chiusa fino ad un’altezza di 18 metri. Oltre è
preferibile l’ascensore tradizionale.
Le piattaforme oleodinamiche, semplici ed
economiche, prevedono una discesa frenata di emergenza in assenza di
alimentazione elettrica, quindi nessun timore.
Perché è più veloce
Gli impianti
montascale tradizionali (pedane porta carrozzina e poltroncine) hanno la velocità limitata per legge; poniamo
l’esempio tipo, un impianto per un secondo piano con la guida che sale lungo la
parte interna della scala (cioè vicino alla ringhiera) richiede circa 7 metri
in diagonale per ogni piano con un totale di 14 metri: per ogni salita o
discesa il passeggero impiega quasi 2 minuti e mezzo tra “corsa” e sbarco!
Anche le
piattaforme sono limitate, ma a pieno carico e muovendosi solo in verticale
i 14 metri di “binario” da percorrere nell’esempio di prima qui diventano 7
che, anche se fatti alla velocità minima, richiedono poco meno di minuto: meno della metà della poltroncina.
Perché costa di più
A differenza del montascale, per il quale l’unica
personalizzazione necessaria è la “guida” per gli impianti curvilinei (per i
rettilinei si usano guide standard che vengono adattate in fase di montaggio), l’impianto a piattaforma è totalmente fatto su misura per l’abitazione dove
si andrà ad inserire; i soli componenti “industriali” per questioni di sicurezza
e affidabilità sono i motori, le funi e le centraline; per il resto si tratta
di una realizzazione di alto artigianato,
dove il cliente può scegliere tutto:
materiali, colori, rivestimenti, accessori e finiture. Se il paragone con
l’abbigliamento è lecito, parliamo della stessa differenza che passa tra un
abito “pronto-moda” scorciato ed un capo
di alta sartoria.
La flessibilità
d’uso in primo luogo rende “appetibile” la piattaforma, soprattutto in
piccoli condomini dove sia residente una persona che ha diritto ai contributi
regionali regolati dalla Legge 13/89: questi, sommati alle detrazioni IRPEF
destinate alle ristrutturazioni edilizie (50% per il 2014, 40% nel 2015, 36%
dal 2016), abbattono considerevolmente la spesa sostenuta.
La indiscutibile valorizzazione dell’immobile data dalla presenza dell’elevatore: un
terzo piano senza ascensore non è esattamente piacevole ed il valore di mercato
è almeno il 25% di meno.
In ultimo la spesa
nei condomini è quasi sempre condivisa
da molti utenti.

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