lunedì 28 aprile 2014

Ascensore anziani: 5 perché (averne uno conviene)

Si usa abitualmente il termine di ascensore anziani per parlare delle piattaforme elevatrici, aperte o chiuse che siano, oppure degli ascensori tradizionali, più elaborati, grandi e più veloci.
Tra gli abbattitori di barriere architettoniche è di gran lunga il più versatile, sicuro e veloce, anche se a questi pregi fa da contraltare il prezzo, sensibilmente più alto di quello di un montascale, elemento che, soprattutto in assenza di utilizzatori che possano beneficiare dei contributi regionali, ne limita la diffusione a situazioni residenziali complesse, con un certo numero di piani e più utilizzatori che ne condividano l’uso.

Perché è più versatile
A differenza di un impianto a poltroncina, difficilmente utilizzabile da una persona su sedia a rotelle, la piattaforma può trasportare indifferentemente passeggeri con qualche difficoltà motoria, con carrozzina e può essere utilizzato anche da persone pienamente abili, ma, ad esempio, alle prese con le casse di acqua minerale da portare al terzo piano.

Perché è più sicuro 
Il passeggero può salire in completa sicurezza dentro una cabina aperta (fino a 3 metri di altezza), o totalmente chiusa fino ad un’altezza di 18 metri. Oltre è preferibile l’ascensore tradizionale.
Le piattaforme oleodinamiche, semplici ed economiche, prevedono una discesa frenata di emergenza in assenza di alimentazione elettrica, quindi nessun timore.

Perché è più veloce
Gli impianti montascale tradizionali (pedane porta carrozzina e poltroncine) hanno la velocità limitata per legge; poniamo l’esempio tipo, un impianto per un secondo piano con la guida che sale lungo la parte interna della scala (cioè vicino alla ringhiera) richiede circa 7 metri in diagonale per ogni piano con un totale di 14 metri: per ogni salita o discesa il passeggero impiega quasi 2 minuti e mezzo tra “corsa” e sbarco!
Anche le piattaforme sono limitate, ma a pieno carico e muovendosi solo in verticale i 14 metri di “binario” da percorrere nell’esempio di prima qui diventano 7 che, anche se fatti alla velocità minima, richiedono poco meno di minuto: meno della metà della poltroncina.

Perché costa di più
A differenza del montascale, per il quale l’unica personalizzazione necessaria è la “guida” per gli impianti curvilinei (per i rettilinei si usano guide standard che vengono adattate in fase di montaggio), l’impianto a piattaforma è totalmente fatto su misura per l’abitazione dove si andrà ad inserire; i soli componenti “industriali” per questioni di sicurezza e affidabilità sono i motori, le funi e le centraline; per il resto si tratta di una realizzazione di alto artigianato, dove il cliente può scegliere tutto: materiali, colori, rivestimenti, accessori e finiture. Se il paragone con l’abbigliamento è lecito, parliamo della stessa differenza che passa tra un abito “pronto-moda” scorciato ed un capo di alta sartoria.

Perché può essere più conveniente
La flessibilità d’uso in primo luogo rende “appetibile” la piattaforma, soprattutto in piccoli condomini dove sia residente una persona che ha diritto ai contributi regionali regolati dalla Legge 13/89: questi, sommati alle detrazioni IRPEF destinate alle ristrutturazioni edilizie (50% per il 2014, 40% nel 2015, 36% dal 2016), abbattono considerevolmente la spesa sostenuta.
La indiscutibile valorizzazione dell’immobile data dalla presenza dell’elevatore: un terzo piano senza ascensore non è esattamente piacevole ed il valore di mercato è almeno il 25% di meno.

In ultimo la spesa nei condomini è quasi sempre condivisa da molti utenti.  

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